Proposta di studio per la salvaguardia dell’equiparazione al Pubblico degli Enti Ospedalieri Privati Non Profit.

Per prima cosa occorre ricordare che il D.Lgs 288/2003 non prevede una distinzione tra personale medico e personale dirigenziale non medico, perchè il ruolo del  personale dirigenziale sanitario è unico. Il fondamento è questo, ogni trattamento normativo differenziale crea solo disparità non accettabile. Da premettere che nessuno vuole negare l’autonimia giuridico-amministrativa del singolo Ente; detta autonomia è stata sempre salvaguardata dal legislatore anche laddove ha disciplinato gli Ospedali dipendenti da Enti ecclesiastici. Ciò non ha impedito a detti Enti di adottare  dei regolamenti anche concorsuali adattando alcune norme alle esigenze degli Enti e alla salvaguardia della loro autonomia. Bisogna però verificare se ci sono spiragli, perchè l’adeguamento del regolamento organico e concorsule per i dirigenti sanitari non medici possa essere adottato tenendo conto delle particolari esigenze di ciascun Ente. Perciò non è sufficiente una semplice delibera di adeguamento ai DD.PP.RR n. 483  e  484 del 1997. Nel caso di una Istituzione di Alta Specialità poi, propio per tenere conto delle peculiari esigenze, della particolarità delle patogie che carattezzano l’Istituto, occorre che l’Ente adotti un vero e proprio regolamento con apposita delibera nella quale siano messe bene in evidenza tali peculiarità e particolarità che, unitamente all’ampio margine riconosciuto dalla normativa in tema di autonomia giudirico-amministrativa, sono idonee a giustificare quegli scostamenti dalla copiatura pedissequa  dei DD.PP.RR. citati. Il regolamento, in sostanza, come è avvenuto per tanti altri enti, da una parte deve contenere norme similari e quindi riproduttive del dpr, dall’altra deve modificare la composizione di tutte le  Commissioni, adattandole alle particolari esigenze, e prevedendo la Presidenza nel modo più consono all’Ente. Inoltre deve apportare le opportune e necessarie modifiche nelle parti relative alla valutazione dei titoli in modo da creare un sistema che, pur  non snaturando i principi essenziali, possa modificare alcuni punteggi e alcune valutazioni per adeguarle in modo più ragionevole alle particolari esigenze di ogni singolo ente, alla peculiarità della ricerca, all’organizzazione del lavoro, con particolare riferimento anche alla particolarità dell’istituto e delle patologie per le quali ha ottenuto il riconoscimento. Lavorando su questi elementi si può arrivare ad un regolamento che, da una parte, soddisfa l’aspetto pubblicistico e il valore del regolamento e,  dall’altra, soddisfa quell’esigenza di salvaguardia dell’autonomia riconosciuta all’ente. Ovviamente la stessa operazione va poi fatta anche per il personale medico, non essendo sufficiente una mera delibera di rinvio ai DD.PP.RR. senza gli adattamenti. Operazioni del genere sono state a  suo tempo già collaudate da molti Enti ecclesiastici e da alcuni IRCCS di Diritto Privato. Per quanto riguarda il personale in servizio non di ruolo si può stabilire una norma transitoria che preveda i concorsi riservati per l’immissione in ruolo di detto personale. Tutta l’operazione più  o meno ventilata servirebbe a dotare l’ente di un proprio regolamento che riguardi tutto il personale dirigenziale sanitario, senza disparità di sorta e che porterebbe alla salvaguardia della equiparazione dei titoli e dei servizi.

Informazioni su Stefano Chiavelli

Vicesegretario Nazionale A.D.O.N.P. - Associazione Dirigenti Ospedalità Non Profit
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: